Questo blog è ufficialmente chiuso.

•15 luglio 2011 • Lascia un commento

Per diversi motivi legati alla ristrutturazione del settore cultura di ars-imago questo blog è chiuso. Ulteriori informazioni relative alle attività culturali di ars-imago le potete trovare ai seguenti link:

http://community.ars-imago.com/
http://www.facebook.com/arsimago

Terra Project

•21 giugno 2010 • Lascia un commento

Tra i collettivi fotografici piu’ attivi attualmente vi segnaliamo Terra Project.

Nato a Firenze nel 2006, il gruppo è composto da quattro fotoreporter: Michele Borzoni, Simone Donati, Pietro Paolini e Rocco Rorandelli.

Il collettivo si occupa principalmente di fotografia documentaria, sia attraverso progetti personali che attraverso lavori collettivi. Proprio quest’ultimi sono i più interessanti, perchè non capita spesso di vedere lavori “a quattro mani” cosi’ ben riusciti, che riescono a fare forza proprio sulle diverse interpretazioni che ogni singolo fotografo propone. Da un punto di vista giornalistico infatti sembra essere molto efficace.

La fotografia che propongono è molto pulita, lontana da espedienti tecnici o stilistici forzati pur di colpire il lettore. Le immagini sono infatti quasi sempre molto equilibrate e realizzate con macchine a medio formato che evidenziano questo carattere riflessivo e posato delle fotografie. Può sembrare un demerito, potrebbe sembrare noioso non vedere il solito mosso o sfocato di primo piano, la foto straziante o sensazionale spesso associata ad un bianco e nero drammatico. Probabilmente però le immagini che piu’ raccontano sono proprio queste altre e nella maggior parte dei casi Terra Project sembra sfruttarle benissimo.

Composizioni semplici ed efficaci, colori e toni bilanciati e soprattutto temi interessanti e complicati, che non si limitano al classico reportage di guerra. Il petrolio, l’industria del tabacco, i paesaggi dei terremoti italiani sono solo alcuni dei progetti realizzati o ancora in via di sviluppo.

Finalmente insomma dei giornalisti che usano la macchina fotografica per documentare, dal loro punto di vista, una storia, un problema, un sistema.

Visitate il loro sito dove sono raccolti tutti i lavori e i multimedia. Molti di loro ultimamente sono stati anche premiati al World Press Photo e al Premio Canon.

Massagrigia: l’arte del bianco e nero

•10 giugno 2010 • 1 commento

La stampa artigianale ai sali d’argento e l’arte del bianco e nero analogico sono solo due delle caratteristiche principali di Massagrigia, collettivo fotografico nato nel 2005 con ha da poco una sede al centro di Roma. Sul loro sito si possono vedere in anteprima alcune immagini dei fotografi, anche se le opere dal vivo suscitano tutt’altra impressione. Per questo vi segnaliamo l’inaugurazione dell’associazione che si terrà in Via degli Zingari 33, 52, 54 (zona Colosseo) il prossimo 15 Giugno. Saranno aperte la nuova camera oscura dell’associazione e si potranno vedere esposte molte fotografie (e gigantografie) in uno spazio espositivo sulla stessa via. Pubblichiamo qui di seguito la locandina con tutte le informazioni.

Pinhole day by ars-imago: video e foto del 25 Aprile

•31 maggio 2010 • Lascia un commento

Tutti gli scatti del Pinhole day, 25 Aprile 2010 all’ars-imago di Roma.

http://www.flickr.com/groups/1378455@N24/

Questo gruppo vuole essere la vetrina su flickr di tutti gli scatti pensati, prodotti e sviluppati il giorno del pinhole day nella sede di ars-imago international a Roma.
La giornata, a cui hanno partecipato durante tutto l’rco della giornata decine di persone, è stata un continuo di costruzione delle macchine stenopeiche, dal foro alle tonnellate di nastro isolante nero che sono state impiegate. L’apprestamento di una darkroom tent portatile all’interno dell’ars-imago, assieme a lezioni veloci, sia collettive che individuali, sui primi rudimenti della fotografia stenopeica, sono state il vero valore aggiunto di un giornata di festa e di condivisione di una pratica concreta, artigianale e dotta, come quella dell’arte fotografica stenopeica.
Per questo grande successo ringraziamo particolarmente Samantha Marenzi e Luca Baldassari che hanno tutorato tutti i partecipanti con lezioni approfondite quanto improvvisate, ripetendo con grande semplicità e approfondimento a tutti i partecipanti i principi base dello stenope.
Ringraziamo ancora gli amicidel colelttivo WSP, Zone d’Ombra e il pool di Occhirossifestival per aver reso la giornata ancor piu ricca di stimoli.

Un grazie particolare va al prezioso aiuto di Giorgio di Noto, stetto collaboratore dell’ars-imago e ormai costruttore esperto di precisi fori stenopeici.

Infine celebriamo la festa del 25 aprile con questo pool fotografico, dedicato a tutti i fotografici che ci hanno regalato questi bellissimi scatti.

Sul blog ars-imago verrano immessi video e altre foto della giornata, per il momento vi invito tutti al pinhole day dell’anno prossimo che riserberà sicure sorprese…..

a presto!

Nell’indice qui sulla destra trovate la pagina dedicata al Pinhole Day con tutte le scansioni delle foto scattate il 25 Aprile. Anche su Flickr c’è il gruppo Pinhole day by ars-imago

Tutti gli scatti del Pinhole day, 25 Aprile 2010 all’ars-imago di Roma.

http://www.flickr.com/groups/1378455@N24/

Questo gruppo vuole essere la vetrina su flickr di tutti gli scatti pensati, prodotti e sviluppati il giorno del pinhole day nella sede di ars-imago international a Roma.
La giornata, a cui hanno partecipato durante tutto l’rco della giornata decine di persone, è stata un continuo di costruzione delle macchine stenopeiche, dal foro alle tonnellate di nastro isolante nero che sono state impiegate. L’apprestamento di una darkroom tent portatile all’interno dell’ars-imago, assieme a lezioni veloci, sia collettive che individuali, sui primi rudimenti della fotografia stenopeica, sono state il vero valore aggiunto di un giornata di festa e di condivisione di una pratica concreta, artigianale e dotta, come quella dell’arte fotografica stenopeica.
Per questo grande successo ringraziamo particolarmente Samantha Marenzi e Luca Baldassari che hanno tutorato tutti i partecipanti con lezioni approfondite quanto improvvisate, ripetendo con grande semplicità e approfondimento a tutti i partecipanti i principi base dello stenope.
Ringraziamo ancora gli amicidel colelttivo WSP, Zone d’Ombra e il pool di Occhirossifestival per aver reso la giornata ancor piu ricca di stimoli.

Un grazie particolare va al prezioso aiuto di Giorgio di Noto, stetto collaboratore dell’ars-imago e ormai costruttore esperto di precisi fori stenopeici.

Infine celebriamo la festa del 25 aprile con questo pool fotografico, dedicato a tutti i fotografici che ci hanno regalato questi bellissimi scatti.

Sul blog ars-imago verrano immessi video e altre foto della giornata, per il momento vi invito tutti al pinhole day dell’anno prossimo che riserberà sicure sorprese…..

a presto!

Arno Rafael Minkkinen: la fusione tra corpo e natura.

•20 maggio 2010 • 1 commento

Arno Rafael Minkinnen, fotografo finno-americano, è l’autore di uno dei lavori piu’ interessanti sull’autoritratto che si sono visti negli ultimi anni. Tutti gli scatti raccolti nell’antologia “Saga: The Journey of Arno Rafael Minkkinen”, sono autoritratti su cui Minkkinen ha lavorato per tutta la sua vita.

Possiamo parlare di vere e proprie performance, in cui la fusione tra il corpo e il paesaggio è da una parte molto teatrale, dall’altra invece molto silenziosa e discreta, dando vita ad immagini suggestive e sobrie allo stesso tempo. Alcune foto soprendono per la loro banalità; sorprende come una semplice idea possa essere raffigurata in modo cosi’ efficace, come alcuni evidenti intrecci tra il corpo e la natura siano stati cosi’ ben realizzati.

Oltre all’antologia (stupenda) sopra segnalata, esiste anche un piccolo libro che si chiama Body Land, piu’ economico ma ugualmente interessante. Per chi fosse interessato Minkkinen ormai da anni insegna al TPW durante i  workshop estivi.

Altro che Pinhole! La camera obscura di Abelardo Morell

•3 maggio 2010 • 1 commento

Visto che ci siamo occupati ultimamente del foro stenopeico, non potevamo non parlare di Abelardo Morell (Havana, Cuba,  1948).

Il suo lavoro più noto si chiama proprio “Camera Obscura”: Morell, girando per il mondo, ha trasformato camere d’albergo, stanze e salotti in  vere e proprie camere stenopeiche. Dopo averle oscurate completamente, calcolava la distanza tra la finestra e la parete opposta per trovare il diametro del foro attraverso il quale sarebbe passata la luce.

 A questo punto, grazie ad esposizioni di piu’ ore, con la macchina fotografica Morell ha registrato il fenomeno della camera obscura, ovvero la proiezione sulla parete dell’immagine capovolta del panorama, che si vedeva dalla finestra. Successivamente Morell ha iniziato ad applicare una lente sul foro della finestra per capovolgere l’immagine. Il risultato è molto suggestivo e sembra disorientare in un primo momento lo spettatore.

Più che le immagini in sè, seppur magistralmente realizzate, è interessante l’aspetto performativo e soprattutto l’aspetto teorico del lavoro, in cui rintracciamo la fotografia di una fotografia, la registrazione di cio’ che sta alla base del procedimento fotografico.

Se “Fotografia” significa proprio scrivere con la luce, ovvero registrare in modo permanente un’immagine “scolpita”con la luce, la nascita della fotografia non è altro che la scoperta degli agenti chimici che fissavano l’immagine latente su un supporto fotosensibile.  Questo per dire che  il primo procedimento della Camera Obscura risale addirittura all’XI secolo con l’arabo Alhazen! E Morell non ha fatto altro che spettacolarizzare questo fenomeno con ottimi risultati.

Oltre a Camera Obscura sul sito di Morell si possono vedere anche gli altri suoi lavori, tra cui quello sui Libri che ha avuto un discreto successo.

Nelle principali librerie in Italia si dovrebbe trovare facilmente sia la monografia di recente uscita, sia il libro sulla Camera Obscura.

Chris Rain – I am the snow

•26 aprile 2010 • 1 commento

Chris Rain – I am the snow

Presentiamo un giovane artista romano, di origini straniere, che ha da poco pubblicato un libro con Postcart ed espone in questi giorni il suo lavoro presso la Foto Libreria Galleria S.T. a Roma. Pellicola e camera oscura sono gli strumenti e materia indispensabile della sua sperimentazione. Il mezzo fotografico, che ha esplorato da autodidatta, ci restituisce un linguaggio visivo molto particolare ed interessante, che riesce ad andare oltre l’intervento tecnico. L’utilizzo infatti di fotomontaggi, sandwiches di negativi ed altre manipolazioni è ben riconoscibile, ma non rappresenta la caratteristica distintiva di questo lavoro, che risulta difficile immaginare in una differente veste stilistica. L’aspetto interessante non riguarda così l’evidente artificio compositivo, ma piuttosto il “sapore” che queste immagini sembrano lasciare. Ad un primo sguardo appaiono come visioni oniriche, confuse e molto suggestive. Ma poco dopo si viene catturati da una semplice eleganza, da una perfetta fusione di elementi che si dispongono ciascuno nel loro posto, lasciando la sensazione di un nitido ricordo, a volte di un deja vu. Si scorge lentamente un filo conduttore, una coerenza visiva che rimane impressa nella mente. Quotidianità ed eccezionalità, presente e passato, coesistono naturalmente così nell’insieme di elementi che compongono, citando l’autore, questa “rivisitazione tautologica di ogni cosa io riesca a ricordare”.

 

 
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